Latte materno o latte artificiale? Ecco la mia terza via

Allattamento. Vi racconto la mia esperienza e perchè le circostanze mi hanno portata a certe decisioni

Latte materno o latte artificiale?

Latte materno o latte artificiale? Questa domanda me la sono posta, come tutte le mamme, più volte durante il periodo della gravidanza. Mi sono informata, ho valutato e ponderato per poi scegliere la cosa più giusta per noi.

Non ero a priori contro il latte artificiale anche perchè anche io da poppante me ne sono cibata abbondantemente e sono venuta su bene.

Non sono una di quelle madri che giudica chi lo ha utilizzato. Sono dell’opinione che per il bambino vada fatto sempre il meglio per farlo stare bene. Ma se allattare al seno diventa fonte di stress, fatica e dolore allora meglio lasciar perdere. Nostro figlio ha bisogno soprattutto di una mamma serena e tranquilla.

LATTE MATERNO: VANTAGGI

I vantaggi dell’allattamento al seno ci sono, ovviamente, ma ci sono anche alcuni lati negativi da non sottovalutare che alla fine mi hanno portato verso una terza strada: estrarre il mio latte e darlo nel biberon.

ALLATTAMENTO AL SENO: GRAN RISPARMIO

Prima di tutto parto dal lato materiale: allattare il bambino al seno vi farà risparmiare un bel pò di soldi.

Quanto costa il latte artificiale? Da uno studio Istat del 2017 sulla spesa per mantenere un bambino nei primi 12 mesi emerge che tale costo varia da un minimo di 7.072,90 € ad un massimo di 15.140,76 €, con un aumento medio dell’1,1% rispetto al 2016. Il prezzo per latte e pappe oscilla tra i 1.700 e i 3.600 euro. Vi sembra una esagerazione? Provate a vedere quanto costa un latte artificiale antirigurgito… mia sorella spendeva circa 20 euro ogni 3 giorni. calcolando che un neonato mangia ogni 3-4 ore.

ALLATTAMENTO AL SENO DIFFICOLTA’ DEI PRIMI GIORNI

Può anche essere (come nel mio caso) che voi partiate con un’idea di allattamento ma poi la vita pratica vi porterà altrove. Dopo essermi lambiccata il cervello per 9 mesi sul dilemma latte materno o latte artificiale la vita mi ha dato la sua risposta. Fin dall’inizio la mia idea di allattamento al seno è naufragata. Dopo il cesareo d’urgenza, infatti, la montata lattea non è arrivata e nei primi 3 giorni, in ospedale, il mio bimbo è stato alimentato con latte artificiale.

Nulla di inaccettabile per me, figuriamoci. Basta che sta bene e mangia. In ospedale attaccavo il bambino al seno perchè così anche la sua suzione mi avrebbe potuta aiutare per la produzione del latte ma con scarsi risultati. Complici i dolori per la ferita del cesareo, il momento dell’allattamento era decisamente doloroso e stressante. Non trovavo una posizione comoda, probabilmente anche per colpa della mia inesperienza.

Dalle infermiere del reparto mi è stato consigliato di provare a stimolare il seno con un tiralatte e devo dire che piano piano, ma proprio piano, qualcosa è cominciato ad uscire.

LATTE MATERNO O LATTE ARTIFICIALE? IL TIRA LATTE

Arrivati a casa ci siamo trovati spiazzati. In casa nemmeno una goccia di latte artificiale. Nemmeno un biberon. Ora che si fa? Mio marito mi ha lasciato sola in casa con il pargolo ed è andato a comprare tutto il kit e anche un tiralatte manuale, come quello dell’ospedale. Con l’arrivo della montata lattea abbiamo lasciato il latte artificiale anche se mio figlio era molto lento a succhiare, si staccava, si addormentava e voleva riprendere continuamente.

Sono stata per due giorni con il bimbo perennemente in braccio, non potevo fare nulla. Dolori della ferita del cesareo, dolori delle ragadi al seno perchè si attaccava male (e io non sapevo correggerlo): mi sembrava di impazzire.

Allora il colpo di genio. Complice la montata lattea ho pensato ‘ora mi tiro il latte, la dose giusta che deve prendere e glielo do nel biberon’.E così è stato. Ha bevuto tutto, si è addormentato e per le successive tre ore tutto tranquillo. Ho ripreso subito a lavorare e quindi questo mi ha consentito di dargli il mio latte anche quando non c’ero.

La notte, invece, capitava pure che si alzasse mio marito per lasciarmi riposare. E questo è stato un enorme vantaggio per recuperare un pò di sonno.

tiralatte

IL GIUSTO TIRALATTE

Dopo i primi giorni con il tiralatte manuale sono andata in farmacia e ne ho preso uno elettrico, con la presa (meglio evitare le batterie). Ho speso circa 100 euro. Mi sono trovata benissimo. Ad un certo punto riuscivo a produrre quasi 1 litro di latte al giorno, tutto debitamente conservato in frigorifero nei biberon pronti all’uso chiusi con tappo.

Ad un certo punto avevo anche pensato di congelarlo ma poi ho lasciato perdere… non ho mai capito fino in fondo se mettendolo nel congelatore avrebbe perso le sue proprietà nutritive.

LATTE MATERNO O LATTE ARTIFICIALE? LA MASTITE

Devo ammettere che in quei mesi ho avuto anche due episodi di mastite. In due casi, infatti, non ho potuto tirare il latte ogni 6 ore come da ritmo impostato e dunque il seno si è ‘ingolfato’.

Seno enorme, dolente, e latte che non usciva. Ho risolto con bende bollenti e dopo qualche ora è andata decisamente meglio.

Un secondo episodio mi è capitato nella fase dello svezzamento. Dovevo cominciare a produrre man mano meno latte rispetto a quello che il mio seno aveva imparato a produrre. Dunque non dovevo tirarlo fino a svuotarlo completamente ma fermarmi un pò prima. Questo voleva dire che si sarebbe rigonfiato e io avrei dovuto sopportare il fastidio…è stato così finchè il mio seno, da solo, non ha capito e ha ‘registrato’ il calo’. Poi ho preso la mano ed è stato facile.

LATTE ARTIFICIALE

Sono poi passata al latte in polvere ad un anno e mezzo e fino ai 2 anni (la pediatra mi aveva detto di non usare il latte del supermercato). Mai avuto problemi, anche la spesa era contenuta perchè ormai ne beveva solo un biberon da 210 al giorno. Ho sempre preferito latte biologico. A 2 anni sono passata al latte di mucca. Lui non se n’è nemmeno accorto.

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