Come parlare ai figli: fornire informazioni

Come parlare ai figli

Se sono indisciplinati, fanno i capricci può darsi che semplicemente non comprendono quello che gli diciamo…

Come parlare ai figli, come comportarsi? E poi ancora Come farsi rispettare? Come farsi ascoltare dai bambini?


Sono poche le regole che ho imparato (leggi qui: Diventare genitori, 8 libri per imparare il mestiere più difficile del mondo) e che applico regolarmente nel mio rapporto con mio figlio. Per esempio Come parlare ai bambini: le 5 abilità indispensabili, oppure l’importanza di dare strumenti per capire (Come parlare ai figli: l’importanza di fornire informazioni), o semplicemente farci ascoltare (Come parlare ai figli: perchè a volte non ascoltano) , scoprendo che magari utilizziamo modi e toni non adatti (Come parlare ai figli: concentrarsi sul modo), oppure ancora praticando la difficile arte della trasparenza e della verità (Parlare ai figli dei vostri sentimenti).

Oggi voglio raccontarvi la mia esperienza dopo aver scoperto l’importanza di fornire informazioni che è una delle abilità più importanti che ogni genitore dovrebbe sperimentare.
Quello che è interessante nel fornire informazioni e che, in un certo senso, si sta dando al bambino un dono che potrà usare per sempre. Per il resto della sua vita avrà, infatti, bisogno di sapere quando fa freddo, bisogna coprirsi, che non bisogna correre perché si può cadere. Si tratta di informazioni spesso vitali tipo il fuoco scotta o il bagno non si fa subito dopo mangiato…

NULLA E’ SCONTATO

Per noi adulti questi sono concetti che diamo spesso per sottintesi. Ma questo non può valere per i nostri figli che devono ancora imparare tutto, persino le cose più semplici e scontate. E’ probabile che molti dei capricci e degli atteggiamenti “difficili” possono derivare da una qualche forma di incomprensione. Magari semplicemente il bambino non capisce la situazione, il comando o perchè deve fare quella cosa e che conseguenze può avere. Allora innanzitutto diamogli gli strumenti minimi per non essere disorientato.

Fornire informazioni ai bambini è importante perché a quanto pare viene interpretato come un gesto di fiducia nei loro confronti. Avendo a disposizione informazioni utili il bambino si comporterà di conseguenza. Questa è una cosa bellissima.

Quando ho iniziato a dare informazioni a Leone ho avuto subito la sua attenzione. Ho notato che lui ascoltava le informazioni interessato come fosse una favola. Faceva domande, chiedeva spiegazioni per saperne di più. Alla fine lui aveva ascoltato parola per parola ed il messaggio era arrivato, compreso e registrato. Nei giorni seguenti è capitato più volte che facesse riferimento a quelle stesse nuove informazioni (che evidentemente lo avevano colpito).
E’ poi vero che parlare ai bambini considerandoli più intelligenti di quello che siamo abituati a pensare, considerarli in grado di comprendere, fornisce stimoli importanti. Li fa sentire responsabilizzati, più liberi e importanti. E’ un modo di educarli realmente: si tratta di sentimenti propositivi e proattivi che spingono il bambino a migliorare e a crescere nello stesso tempo.

COME PARLARE AI FIGLI: I MICROBI E LA SCHIUMA

Altro esempio che mi viene in mente è quello di lavarsi le mani quando si ritorna da scuola o dalla passeggiata al parco. Le prime volte Leone non ne voleva sapere di pulirsi, di cambiarsi i vestiti, di togliersi le scarpe. Poi un giorno gli ho raccontato dei microbi… Quegli animaletti piccoli piccoli e invisibili che sono un po’ ovunque, che possono farci ammalare e che hanno tanta paura del sapone… All’inizio è stato un po’ titubante. Non riuscivo a fargli capire che esistono cose che non si vedono è stata dura, poi, è bastato un soffio… Letteralmente un soffio sul palmo della mano per fargli comprendere che l’aria esiste anche se non si vede…. Da quel giorno sono entrati nella sua vita i microbi che vanno combattuti con la schiuma del sapone. Naturalmente fargli lavare le mani ora è più semplice.

COME PARLARE AI FIGLI: DIFFERENZE E UGUAGLIANZE

Un’altra storia che mi viene in mente e che riguarda l’importanza di fornire informazioni la ricordo bene. Eravamo per strada su una panchina e si avvicina un venditore ambulante di colore. Il tempo di rifiutare cortesemente le offerte che Leone -ad alta voce- fa “mamma perché quell’uomo ha la faccia marrone?”.

Bella domanda…

Ma soprattutto ottimo tempismo!

Sono bastate, tuttavia, poche informazioni: l’Africa, il gran caldo, le persone che vivono lì, che in ogni paese ci sono persone diverse… E poi ancora che alcune persone hanno il colore della faccia diverso dal nostro, parlano una lingua diversa ed hanno abitudini diverse. Persino mangiano cose diverse…

Tutti così diversi da noi eppure così uguali:

“hai visto Leone? Aveva la faccia marrone ma due mani proprio come noi. Aveva anche un solo naso come noi anche se marrone. Aveva i capelli ricci proprio come il tuo amico Giorgio”.


Siccome sono vissuta in una famiglia “didascalica”, faccio bene attenzione a non sostituire filosofi, maestre, consiglieri spirituali ecc. Mi limito a fare… la mamma non la maestrina. Cerco di evitare di fornire informazioni inutili, sovrastimate per l’età del bambino. Cerco di evitare di spiegargli cose che mio figlio già conosce.


Dunque, per riuscire ad instaurare un dialogo con vostro figlio e se volete che faccia qualcosa assicuratevi prima di tutto che abbia le informazioni minime. Assicuratevi che possa comprendere appieno quello che dovrebbe fare e quello che gli dite.

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