Metodo Montessori: le regole del buon genitore

I principi a cui mi ispiro e che tento di seguire (con risultati non sempre esaltanti)

Quali sono le regole per essere un buon genitore? E’ la domanda delle domande e di sicuro prima o poi viene in mente a tutte le mamme e papà.

Chi mi segue sa che do molta importanza alla “formazione” del genitore (ovvero la mia e quello di mio marito).
Ho da sempre focalizzato la mia attenzione sui principi ai quali un genitore-educatore deve attenersi.

Il punto è che mentre noi impariamo come si fa a fare il genitore nel frattempo i nostri errori possono avere ripercussioni sui nostri figli e questo non è che mi vada troppo a genio. Per cui penso di avere un obbligo morale di imparare in fretta la teoria anche perchè, poi, c’è lo scoglio successivo: la pratica (non è che se sai una cosa poi riesci subito a metterla in pratica, anzi…)
Ecco, allora, che ho voluto fare una lista, una sorta di promemoria da andare a riguardare ogni tanto con le regole che io, come mamma, mi sforzo di seguire e applicare.


Molte di queste fanno parte del famoso decalogo del genitore Montessori che trovate qui, cioè ispirato al famoso metodo montessoriano inventato da Maria Montessori. Conoscerli è sicuramente un bene e a me sono serviti per fare più di una riflessione.

IL RISPETTO SEMPRE

Avere un atteggiamento sempre rispettoso è la base per un rapporto sano e duraturo con vostro figlio. Se vi accorgete che il vostro atteggiamento è diverso da quello che usereste con qualunque adulto allora potete correggere il tiro.
Usate formule di cortesia quando vi rivolgete a lui invece di dargli degli ordini, parlate con calma e senza urlare, abbiate pazienza e abbassatevi al suo livello quando gli parlate, in modo da guardarlo negli occhi e non dall’alto al basso.
Il metodo Montessori consiglia di non parlare di vostro figlio ad altre persone in sua presenza. Rispetto non significa rinunciare a fare il genitore ma il rispetto reciproco è fondamentale come regola di civiltà e convivenza oltre che come base dell’amore. Vostro figlio non è di vostra proprietà.

Montessori ricorda anche di chiedere sempre ai piccoli se gradiscono essere abbracciati o baciati (molto spesso invece devono difendersi dagli attacchi continui di mamma, papà, fratelli, zii e nonni).

LA DISCIPLINA

Montessori nel suo decalogo per essere un buon genitore ci insegna che ogni bambino è venuto al mondo con un compito speciale da compiere e ci invita ad aiutarlo a trovare la sua strada, accentuando il lato positivo delle cose. Utilizziamo forme linguistiche affermative piuttosto che negative, spostando l’attenzione del bambino piuttosto che combattendo frontalmente la sua volontà, lodando le azioni e gli atteggiamenti positivi e correggendo quelli negativi. Ciò si traduce nel dire no alle punizioni verbali e fisiche, alle grida e alle minacce, nel dare poche, ma chiare, regole che devono essere sempre rispettate, nel non affibbiare al bambino nomignoli negativi o dirgli frasi del tipo “sei brutto”, “sei cattivo”, meglio sottolineare che un’azione o un atteggiamento sono sbagliati.

La disciplina è importante sempre ed è bene che il bambino inizi a relazionarsi con questa e a sperimentarla fin da subito.
Dietro ogni capriccio c’è un malessere che come genitori dovremmo scandagliare e cercare di comprendere per eliminarlo.

“La prima nozione che i fanciulli debbono acquistare per essere attivamente disciplinati è quella del bene e del male: e il compito dell’educatrice sta nell’impedire che il fanciullo confonda il bene con l’immobilità e il male con l’attività, come avveniva con le forme dell’antica disciplina. Poiché il nostro scopo è di disciplinare all’attività, al lavoro, al bene; non all’immobilità, alla passività.”

M. Montessori, “La scoperta del bambino“

SPERIMENTARE COSE NUOVE

L’esperienza è conoscenza ed è l’essenza della nostra vita. Per avere esperienza c’è bisogno di fare, più cose fai più esperienze accumuli. Stessa cosa per i nostri figli: lasciate che provino, sperimentino, si cimentino, si “scottino” sempre in sicurezza ma lasciate che facciano le loro esperienze e che sbaglino. Ne gioveranno perchè avranno modo di imparare.
A noi tocca dare fiducia e lasciare lo spazio per provare.

Regali primo compleanno: giochi metodo montessori

NON INTERROPERE LA CONCENTRAZIONE

Secondo la filosofia montessoriana il gioco è una attività seria e impegnativa che non va interrotta. Cercate il più possibile di lasciar finire quello in cui è impegnato. Se proprio dovete interromperlo, spiegategliene la ragione e avvisatelo per tempo: in fondo neanche voi amate essere interrotti a metà di un lavoro importante.

INCORAGGIARE E’ MEGLIO CHE PREMIARE

Tra le regole del buon genitore c’è anche questa. Per quanto possa sembrare strano, nelle scuole Montessori non esistono né voti né tanto meno verifiche. Il bambino non ha bisogno di essere incasellato in giudizi o di lavorare per un riconoscimento. La sua soddisfazione viene da sé stesso. Montessori dice: «Lodate le sue azioni piuttosto che la sua persona». Invece di dirgli “Quanto sei bravo!”, “Quanto sei intelligente!”, mettete l’accento sulla sua attitudine positiva: “Che bel cerchio che hai disegnato!”, “Come sei stato gentile!”.

PROPORRE ALTERNATIVE

La scelta è fondamentale per la crescita del bambino e la sua autostima. Una scelta fa sentire liberi e importanti. Per questo lasciate che il vostro bambino abbia la possibilità di scegliere nelle piccole cose che lo riguardano: che frutto o che yogurt mangiare, se mettere un abito piuttosto che un altro e via dicendo. In questo modo lo abituerete nel difficile compito di prendere una decisione e lo farete sentire parte delle scelte da compiere.

MEGLIO POCHI GIOCHI

Questa è una delle regole difficili da applicare ma necessaria se si vuole essere davvero un buon genitore. Credo che sia un principio giusto e da applicare non solo per i giochi. Ricordate i nonni quando dicevano “ai miei tempi non avevamo nulla e ci divertivamo con poco”. Ecco da grandi di sicuro hanno apprezzato di più le cose della vita grandi e piccole e, forse, hanno avuto un approccio diverso dal mio ai rovesci della vita (loro hanno conosciuto la miseria vera).

Meglio puntare l’accento sulla qualità rispetto alla quantità, scegliete dei giochi che siano ben fatti, educativi e belli.

Metodo Montessori: le regole del buon genitore

DIRE SEMPRE LA VERITA’

Altra regola aurea da applicare sempre e con tutti (alla lunga paga anche se crea non pochi problemi…) Non capisco come si possa concepire il solo fatto di ingannare il proprio figlio.
Il bambino ha bisogno di noi, ha bisogno di potersi fidare di noi.
Importante, dunque, mai promettere cose che non potete mantenere.

Quando dovete lasciarlo da solo, ad esempio per andare a lavorare, avvertitelo sempre. Non “scappate”, perché non solo gli verrà un’ansia da separazione, ma si sentirà anche preso in giro. Preparatelo in anticipo alla vostra partenza, dicendogli anche quando tornerete. Salutatelo sempre quando ve ne andate, anche se piange: con il tempo imparerà a gestire la separazione.

ATTENZIONE AL CONCETTO DI TEMPO

Uno dei concetti più difficili da comprendere è quello del tempo.
I bambini non capiscono “tra cinque minuti”, “la scorsa settimana”, “due mesi fa”, “l’anno scorso”, “tra 4 giorni” oppure semplicemente “dopo”: vive nel presente.
Quando bisogna scandire il tempo meglio utilizzare altre misure e metodi. Io, per esempio, utilizzo ancora il metodo della sveglia: gli dico “puoi giocare 10 minuti prima di andare, quando suonerà la sveglia andiamo”.
Pian piano inizia ad avere una idea della “quantità del tempo” anche grazie al fatto che ora ha più dimestichezza con i numeri. Leone ha 4 anni ma non si può dire che abbia una idea precisa del tempo.

NIENTE TV

Tra le regole per essere un buon genitore questa meriterebbe un posto di alta classifica. E come si fa? Maria Montessori non ha potuto sperimentare l’enorme influenza della televisione, che ai suoi tempi aveva appena iniziato a diffondersi, ma possiamo immaginare che non ne avrebbe approvato l’utilizzo da parte dei piccoli.
Focalizzare la capacità di concentrazione è uno degli obiettivi principali del metodo. La successione rapida di immagini e suoni proposta dalla televisione previene questa capacità, condizionando il bambino ad aspettarsi sempre qualcosa di nuovo nel giro di pochi secondi.


Per i bambini al di sotto dei due anni il televisore, il computer, lo smartphone o il tablet, non sono strumenti di apprendimento. Anche la TV come sottofondo è dannosa, visto che diminuisce la possibilità di concentrazione del bambino.

Anche la TV come sottofondo è dannosa, visto che diminuisce la possibilità di concentrazione del bambino.

Metodo Montessori: le regole del buon genitore

OSSERVATELO

I nostri figli cambiano in fretta e rischiamo di non conoscerli mai bene e a fondo perchè li osserviamo attraverso le lenti dell’amore. Una delle regole per essere un buon genitore prevede di osservarli senza pregiudizi e in maniera più oggettiva possibile magari scopriremo aspetti che non avevamo notato di nostro figlio. Osservateli, scrutateli, mirate ai dettagli, alle parole che utilizza, alle scelte che fa, alle preferenze che esprime e via così.

TROVARE IL TEMPO PER PARLARE

Se nostro figlio è una “persona” dovremmo trovare il tempo per parlarci come faremmo con un amico o un parente. Fermarsi a parlare ed ascoltare quando lui ne ha voglia è una attività che io ho trovato molto illuminante. Ma è lui che deve decidere quando parlare e come. Leone più di una volta mi ha sorpreso dicendomi cose all’improvviso in contesti che a me sembravano non idonei ed invece per lui sì.

ASCOLTARLO DAVVERO

Connesso al punto precedente, “ascoltare” implica abilità da non sottovalutare. Spesso i genitori, per varie ragioni (culturali), ascoltano poco e male. Ascoltare le ragioni dell’altro, le motivazioni, i pensieri contribuisce a creare un rapporto profondo e duraturo.

AMARLO SENZA CONDIZIONI

Ecco una delle regole per essere un buon genitore… “facile”. Amare davvero -l’ho già scritto- significa anteporre sempre il bene reale per l’altro a quello personale. Per bene intendo quello che davvero piace a lui non quello che piacerebbe a me. Amarlo senza condizioni significa accettare anche cose a noi sgradite ma siccome è una persona libera come le altre dobbiamo comprenderlo. Ci sarà sempre un tempo giusto per parlare, ascoltare, confrontarsi e magari anche ripensare alle scelte fatte.

ESSERCI SEMPRE

Essere sempre presenti non è facile. Si può essere assenti anche stando nella stessa camera o essere presenti se si lavora 8 ore al giorno. Esserci significa far sapere a nostro figlio che può interpellarci sempre e contare su di noi sempre e per sempre.

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