Come parlare ai figli: concentrarsi sul modo

Come parlare ai figli: concentrarsi sul modo

Come comportarsi con i figli? Cosa fare per essere rispettati? Come farsi ascoltare dai bambini e farsi obbedire?

Ci sono bambini difficili, è vero, alcuni iperattivi, altri indisciplinati per reazione, alcuni sono casi eccezionali e, dunque, fuori dagli schemi comuni. La domanda più comune per i genitori allora è sempre la stessa: come parlare ai figli nel modo giusto?

Sono poche le regole che ho imparato (leggi qui: Diventare genitori, 8 libri per imparare il mestiere più difficile del mondo) e che applico regolarmente nel mio rapporto con mio figlio. Per esempio Come parlare ai bambini: le 5 abilità indispensabili, oppure l’importanza di dare strumenti per capire (Come parlare ai figli: l’importanza di fornire informazioni), o semplicemente farci ascoltare (Come parlare ai figli: perchè a volte non ascoltano) , scoprendo che magari utilizziamo modi e toni non adatti (Come parlare ai figli: concentrarsi sul modo), oppure ancora praticando la difficile arte della trasparenza e della verità (Parlare ai figli dei vostri sentimenti).

Il modo in cui si dicono le cose è spesso altrettanto importante quanto le parole stesse.
Anche questo l’ho capito a mie spese, sia quando ero figlia, sia oggi un po’ più grande e in un ruolo completamente diverso.
Ho capito, infatti, che l’atteggiamento che fa crescere bene i bambini, li rende disponibili, attenti, educati è quello improntato sulla comunicazione empatica. Per aprire un canale comunicativo si deve partire dagli occhi per poi passare dal corpo ed arrivare alle parole… Bisogna porsi allo stesso livello dell’interlocutore e solo allora ci sono buone possibilità che il nostro messaggio arrivi a destinazione. Io lo sperimento ogni giorno con Leone. A casa nostra i simil-tiranni rimangono fuori (questo non significa che a comandare non siamo noi o peggio ancora siamo “schiavi” di nostro figlio).

COSA NON FARE


L’atteggiamento che irrita i bambini e li pone, invece, in una condizione totalmente refrattaria è quello in cui si instaura un processo e un’accusa. L’atteggiamento dove si puntualizzano le inferiorità (classico il “genitore-despota” ed il “figlio-suddito”) è il peggiore dei terreni dove seminare un dialogo.


Posso dire, per esperienza, che sentirsi eternamente inferiore per diritti e capacità non aiuta. Non aiuta l’autostima nè sprona a fare meglio e spesso genera conseguenze insane che si insinuano nel carattere di quello che era bambino.
L’essere umano, al quale si ripete con insistenza di “non essere in grado”, alla fine, poi, creda lui stesso di non esserlo davvero.

E cosa succede?

Non farà assolutamente nulla perchè sarebbe assolutamente inutile per il semplice fatto che lui “non è in grado”.
Assolutamente logico.

COME PARLARE AI FIGLI: ATTENZIONE AD ACCUSE E GIUDIZI


Lo sguardo di disgusto, di irritazione, di disprezzo di un genitore possono ferire pesantemente è profondamente nostro figlio. Se ci pensiamo è una cosa abbastanza scontata: il disprezzo ferisce chiunque ma chissà perchè per i figli dovrebbe essere diverso.
Ho come l’impressione che per anni i figli si sono potuti accusare di qualunque cosa; senza che i genitori si curassero degli effetti che questo atteggiamento potesse produrre. In effetti, a pensarci bene, questa era già una bella evoluzione rispetto ai genitori dei nostri genitori. I miei mi dicevano che il motto dei loro genitori era: “mazza e panella fanno i figli belli” e “la mazza” stava proprio per …“la mazza”!!
La verità è che le parole accusatorie o denigratorie aleggiano nell’aria e nella testa dei piccoli che crescono. Quelle stesse parole hanno continuato a fluttuare per decenni influendo e scolpendo il carattere della persona ormai adulta.

Allora, come parlare ai figli?
Ecco perchè credo sia fondamentale instaurare una certa uguaglianza nel rapporto con i figli, nel rispetto dei ruoli. Credo possa essere molto utile far percepire la parità di trattamento e questo può creare terreno fertile per un dialogo proficuo.
Se c’è armonia e dialogo tutto può risolversi. Se non c’è uno scontro o una contrapposizione, anche i toni ed i modi utilizzati saranno quelli giusti.

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