Come parlare ai bambini: le 5 abilità indispensabili

Provare a cambiare prospettiva può essere utile. Io ho capito che i vecchi metodi non funzionano (forse non hanno mai funzionato)

COME PARLARE AI BAMBINI: LE 5 ABILITA' INDISPENSABILI

Come parlare ai bambini perchè possano ascoltare ed obbedire?
Parliamoci chiaro: la massima priorità per un genitore è quella di riuscire a comunicare con i propri figli. Per fare questo c’è bisogno di riuscire ad utilizzare le parole giuste nel modo giusto. Solo in questo caso i nostri figli saranno disposti ad ascoltarci.
In pratica una impresa titanica…

Riuscire a gestire i capricci, capire come farsi rispettare, come farsi ascoltare, cercare di catturare l’attenzione dei piccoli più iperattivi, indisciplinati, scatenati e scalpitanti: sono queste le pietre miliari di ogni genitore.
Anche solo riuscire ad avere un paio di queste abilità sarebbe una gran cosa.
Ma come fare?
Io mi sono aiutata leggendo diversi libri e apprendendo, dunque, la teoria ma da qui a saperla applicare il percorso è ancora troppo lungo.
Ho appreso concetti e tecniche che poi ho elaborato liberamente: alcuni consigli li ho fatti miei, altri non mi sono sembrati alla mia portata e li ho scartati. Alla fine mi è sembrato di prendere il meglio delle cose che ho appreso rielaborandole e facendole mie.


Una cosa che ho imparato è che i vecchi metodi non funzionano. Forse non hanno mai funzionato.
Provare a contraddire mio figlio, a rassicurarlo non gli dà alcun sollievo, non cambia le cose e ci lascia senza forze e nello sconforto.
Più i figli crescono e più i problemi si evolvono e crescono con loro.

COME PARLARE AI BAMBINI: RIPETERE OSSESSIVAMENTE LE COSE?

Con Leone (che ormai ha 4 anni) sto sperimentando la debilitante esperienza di ripetere in maniera estenuante sempre la stessa cosa, sempre lo stesso messaggio che con difficoltà viene recepito. Nella migliore delle ipotesi. In effetti il mio obiettivo principale è solo quello di fare in modo che Leone si comporti in maniera accettabile (sia per noi genitori che per la società).
Solo questo. Eppure mi accorgo che è un impegno esasperante, faticoso e che porta scarsissimi risultati.

Quante volte io e mio marito abbiamo ripetuto le frasi
“lavati le mani”
“usa il tovagliolo”
“abbassa la voce”
“non gridare”
“appendi i tuoi vestiti”
“lavati i denti
“mettiti le pantofole”.

Sono tutti “ordini” che vengono recepiti molto difficilmente.
Così ho chiesto aiuto ad una mia amica e ho ripreso in mano un pò dei libri che vi avevo già consigliato: ho scoperto che esistono diverse metodologie per riuscire a comunicare con i bambini. Esistono alternative di comportamento che i genitori possono attuare.

Ci sono 5 abilità che i genitori dovrebbero assolutamente sperimentare e sono quelle sulle quali io sto cercando di focalizzarmi:

  • descrivere quello che vedete o descrivere il problema (senza accusare e offendere)
  • fornire informazioni dettagliate
  • dire il messaggio con una sola parola
  • parlare dei vostri sentimenti
  • scrivere un biglietto

Si tratta di semplici regole di comportamento che a mio avviso stravolgono la nostra “impostazione naturale” di genitori e sembra allontanarci anni luce rispetto a quello che i nostri mamma e papà hanno fatto con noi.

COME PARLARE AI BAMBINI: DESCRIVERE

Riuscire a descrivere il problema è sicuramente un’abilità fondamentale che ho dovuto imparare non senza difficoltà. Prendiamo, per esempio, il caso in cui nostro figlio si debba lavare i denti ma continua a far scorrere l’acqua del rubinetto per tutto il tempo. Noi vogliamo che non si sprechi l’acqua e cerchiamo di far passare questo messaggio. Possiamo dirlo in tanti modi. Quelli più facili sono di alzare il tono della voce, offendere, rimproverare, denigrare, sminuire.
Frasi del tipo “Quante volte ti ho detto di chiudere l’acqua che si spreca? Sei un irresponsabile, sei sordo, perchè non capisci?” sono del tutto sbagliate.
Con l’abilità di descrivere la situazione, invece, si illustra il problema e si lascia al bambino la libertà di comprendere ed agire.
La frase corretta sarebbe dunque “l’acqua è preziosa, non sprechiamola”.

L’AIUTO DELLE FAVOLE

Tra le altre cose ho scoperto è che per “descrivere il problema” c’è il metodo delle favole e dei racconti. Abbiamo comprato una serie di libri che raccontano storie che fanno molta presa ed una di queste riguardava proprio il fatto di non sprecare l’acqua. Ebbene dopo aver letto la storia Leone non spreca più acqua ricordando quello che dice il personaggio del libro.

Dunque per farsi ascoltare non bisogna mai offendere o accusare perchè quello è il modo migliore per indisporre chiunque.
Quando gli adulti descrivono il problema danno ai bambini la possibilità di dire a loro stessi che cosa devono fare e questo li mette in una posizione positiva e propositiva.

COME PARLARE AI BAMBINI: FORNIRE INFORMAZIONI

Molte volte noi genitori diamo per scontate informazioni che consideriamo semplici o di dominio pubblico. A volte è vero ma dimentichiamo di avere a che fare con bambini che devono ancora imparare tanto.
L’altro giorno Leone non ha rimesso in frigo il latte dopo aver fatto colazione e mio marito -che glielo ripete sempre- si è alterato.
Poi ho pensato all’accaduto per tutta la mattinata ed ho avuto una illuminazione: Leone semplicemente non sa che il latte, se rimane fuori dal frigo, va a male. Così dopo l’asilo gli ho raccontato una storia e gli ho spiegato che “se il latte rimane fuori dal frigo non si può più mangiare, perchè fa venire male al pancino”.
Si è appassionato ed ha voluto sapere tutto del frigo e delle sue “magie”…


Bastavano solo poche e semplici informazioni…
Secondo molti educatori l’abilità di fornire informazioni potrebbe essere molto utile comunicando al bambino nozioni utili che possa servire in futuro.
Quando ai ragazzi si danno delle informazioni di solito riescono a capire da soli che cosa si deve fare.

come parlare ai bambini. papà e figlio

COME PARLARE AI BAMBINI: DIRLO CON UNA PAROLA

Il dono della sintesi è sempre una gran cosa in ogni campo. La vera arte è riuscire a comunicare precisamente il messaggio senza tralasciare nulla con il minor numero di parole possibili. Questa abilità è fondamentale quando si cerca di comunicare con bambini piccoli. Dunque, eliminiamo il superfluo, andiamo al sodo e cerchiamo di sfrondare ulteriormente il messaggio.
Per comunicare una cosa da fare basta una, due, massimo tre parole ed il messaggio è sicuramente più semplice, diretto e immediatamente comprensibile.
I ragazzi non amano le prediche ed i sermoni…

COME PARLARE AI BAMBINI: L’IMPORTANZA DEI NOSTRI SENTIMENTI

Questa è un’altra abilità che mi tiene molto impegnata perché non mi viene così spontanea. Credo però sia molto utile. Soprattutto quando si è irritati o magari stressati è molto più facile accusare e denigrare (figlio e marito) con le conseguenze negative che tutte abbiamo sperimentato.
Basta far cambiare semplicemente prospettiva al nostro malumore e alla nostra irritazione e guardarci dentro e limitarci a descrivere quello che noi proviamo.


“Sei una persona disordinata, te l’ho detto mille volte di mettere a posto. I tuoi giochi invece sono sempre sparsi per la casa”.
E’ questo il sermone che mio marito fa a Leone almeno due volte al giorno con scarsi risultati.
Mio marito vive con grosso disagio il disordine, lo mette di cattivo umore, lo fa sentire realmente male.
Se solo riuscisse a far capire a Leone perché soffre e come soffre, i risultati non tarderebbero ad arrivare. Lo so per certo perché ho sperimentato anch’io questa abilità.
Leone faceva fatica a lavarsi i denti ma quando gli ho detto che questa cosa mi faceva soffrire è scattato sull’attenti e ora ogni giorno si lava con cura e mi aggiorna sui vari progressi per non farmi più soffrire.
Descrivendo quello che proviamo possiamo essere sinceri senza ferire.
E’ più facile collaborare con qualcuno che sta esprimendo irritazione o rabbia se non ci sentiamo aggrediti.

POST IT

COME PARLARE AI BAMBINI: SCRIVERE UN BIGLIETTO

Questa è un’abilità che ho trovato molto utile fin da quando Leone era molto piccolo (2 anni e mezzo) sia ora che ha 4 anni. L’idea è quella di attirare l’attenzione dei piccoli sul messaggio e destare la loro attenzione. In effetti devo dire che funziona. Si possono utilizzare i fogli di quaderno, quelli protocollo o ancora meglio i post it colorati che vengono subito notati soprattutto se posizionati in posti strategici.
Leone si accorge subito del biglietto e vuole che lo legga: “che cosa c’è scritto?”. Spesso se lo fa leggere più volte ed è attentissimo. Il messaggio arriva sempre. Ieri, per esempio, non ero a casa e gli ho lasciato un biglietto che gli ha letto il papà. Poi quando sono tornata ha voluto che lo leggessi molte altre volte. (Semplicemente gli dicevo quanto gli voglio bene…)

CAMBIARE PROSPETTIVA

Ricordo la prima volta che ho riflettuto su queste 5 abilità: mi sono sembrate, da una parte, semplici, dall’altra, quasi scontate e mi sono rimproverata per non esserci arrivata da sola.
Io mi sforzo ogni giorno con risultati altalenanti ma soprattutto ho assolutamente bandito il più possibile (e compatibilmente con lo stress familiare) le accuse, le incolpazioni, gli insulti, i comandi, le ramanzine, gli avvertimenti, i paragoni e per quanto possibile anche le minacce…
E’ tutto molto difficile ma con un po’ di pratica e tanto amore possiamo di certo migliorarci.

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