Bambini capricciosi al ristorante: come tenerli a tavola (senza tablet)

bambini capricciosi idee per tenerli buoni a tavola
Le nostre attese in pizzeria

Ecco 7 spunti per godersi le serate fuori

Non c’è niente di peggio per i neo genitori di una serata al ristorante (rovinata) con bambini capricciosi, impazziti e ingestibili.
Parlo della classica cena fuori del sabato sera o infrasettimanale, senza amici o con qualche parente. Un momento intimo e semplice.
Vi ricordate quando andavate a cena sole con i vostri mariti o fidanzati?
Ah, che relax!
Si chiacchierava, si mangiava in santa pace.
Quando arriva un figlio (e comincia a camminare) può iniziare un vero incubo.
Bisogna essere preparati a tutto. Perchè se non lo siete il vostro adorato bimbo vorrà:

  • SCENDERE DALLA SEDIA-SEGGIOLONE con climax ascendente di mamma e papà: «no amore ti prego, resisti, ora arriva la pizza», «se ti alzi il proprietario si arrabbia», «se non ti siedi andiamo subito a casa e non ti porto mai più al ristorante… e quello che vedi in frigo non è salame ma è Peppa Pig!»
  • CORRERE PER TUTTO IL RISTORANTE rompendo le scatole, puntualmente, ai fidanzati senza figli che dopo i primi «ma che bel bimbo, non si preoccupi, non disturba…» cominciano a pensare «ma vedi come stiamo bene senza figli…»
  • USCIRE DAL RISTORANTE perchè nel loro cervelletto è ancora impressa l’immagine della giostrina posizionata ad un km di distanza («amore, guarda che il parchetto è lontanooo»)
  • CAMMINARE COME NON HANNO MAI FATTO IN VITA LORO. Questa opzione è la preferita dei bambini che non sanno ancora camminare bene ma che proprio quella sera (che culo!) vogliono esercitarsi senza sosta, costringendo mamma e papà a diventare la controfigura del Gobbo di Notre Dam per tenergli la mano. A turno… anche a mangiare.

E’ UNA ROBA INSOSTENIBILE

Lo dico da mamma: è una roba insostenibile sia per i genitori sia per gli altri clienti.
Un’alternativa facile e veloce la conosciamo tutti: piazziamo il bimbo davanti al tablet e se ne starà immobile. Semplice!
Io non l’ho mai fatto. Non dico che sia sbagliato in assoluto ma a me non piace vedere quell’espressione incantata e imbambolata mentre guarda su You Tube Masha e Orso in russo (fosse almeno in italiano…).

ANCHE LE MAMME HANNO DIRITTO DI MANGIARSI UNA PIZZA IN SANTA PACE

Devo dire che io sono stata fortunata grazie alla combinazione di due elementi: sacrificio mio e, forse, anche clemenza di mio figlio.
Come ho fatto?
Ora provo a spiegarlo con 7 spunti perchè è giusto che la vittoria di una mamma di disennescare un bambino capriccioso sia condiviso con altre mamme (e papà, ovviamente): Secondo me è preferibile cominciare quando il bambino è molto piccolo perchè poi, magari, cercare di fargli cambiare abitudine può essere più duro.

SACRIFICATI: RESTA A CASA

Fa ridere, eh? Ma questo è il primo punto, fondamentale. A meno che il tuo bimbo non sia ancora in età da ‘navicella’ non uscire per forza perchè hai una voglia pazzesca di patate fritte e di una quattro formaggi.
Ci sono dei segni precursori che, già dal pomeriggio, ti avvisano che non è la serata giusta per uscire anche se non hai voglia di cucinare (ordina una pizza o scongela qualcosa, piuttosto).
Tuo figlio non ha fatto il riposino pomeridiano? Lascia perdere… nel ristorante si trasformerà in un mostro a due teste. Tuo figlio è nella fase sciopero-della-fame e mangia poco o quasi nulla? Resta a casa… inutile andare fuori a mangiare se lui è nella fase digiuno perchè andrà a finire che non mangerà lui ma nemmeno tu…

ESCI PRESTO

Se proprio sei in crisi d’astinenza da farina e forno a legna allora esci presto. Informati a che ora apre la pizzeria e cerca di essere la prima cliente della serata. Al momento dell’ordinazione io metto subito le carte in tavola, senza ritegno, dicendo al cameriere: «avremmo una discreta fretta, lui non resiste molto tempo… prima di trasformarsi in Hulk».
Il messaggio solitamente viene recepito e se il cameriere è un under 30 ti guarda anche con una certa compassione. Poveracci, il solito bambino capriccioso

NO ANTIPASTO

Essere mamma in questo caso mi ha portato spesso a rinunciare agli stuzzichini, antipastini (non parliamo degli aperitivi) perchè questo si tramuta in molto tempo risparmiato (a tutto vantaggio della resistenza di tuo figlio).
Una volta ordinato io porto mio figlio in bagno a lavarsi le mani così non sta seduto e non comincia ad annoiarsi: un modo per non far scattare il timer proprio subito.
Nel bagno le prime volte si può tergiversare con il “divertente mondo del phon a muro”… Dopo due volte si è rotto le scatole e sono passata al piano alternativo: minacciare il cameriere di fare presto.

NO RISTORANTE CON GIOSTRINE

A differenza di quanto preferiscono gli altri genitori io ho sempre evitato i ristoranti con giostre e giostrine o aree baby parking perchè instillano nel bambino il concetto opposto a quello che secondo me è necessario far capire: devi stare seduto a tavola a mangiare! Non è il momento di giocare! Giochiamo a casa mentre digeriamo la pizza

IL CIBO CHE PIACE A LUI

Un’altra cosa fondamentale, testata sulla mia pelle, è che il ristorante debba avere il cibo che piace al vostro bambino. Noi ormai abbiamo due pizzerie di riferimento perchè se incappiamo in quella che fa la pizza che non gli piace… addio! Salta tutto. Quindi rinuncia a quel posto carino dove andavate quando eravate fidanzati (magari vai da sola con tuo marito per una serata dedicata solo a voi due).

PORTA UN LIBRETTO DA COLORARE E DELLE MATITE

Io dalle primissime volte ho portato con me una agendina e delle matite per colorare (ma va bene anche un libro) insieme nell’attesa della pizza. Devo dire che ha funzionato alla grande e quando ci sediamo ad aspettare è sempre Leone che adesso mi dice: «coloriamo?»
In alcuni locali utilizzano le tovagliette di carta … anche lì possono venir fuori dei capolavori!

ANDATE VIA SUBITO

Se avete fatto bene quello che vi ho descritto fino a qui avete garantiti almeno 20 minuti per mangiare la vostra pizza, dopo averla tagliata al vostro bimbo che per un pò pasticcerà con pomodoro, mozzarella e cornicioni. Se è la serata giusta avrete anche più tempo ma regolatevi e godetevi i minuti preziosi.
Quando avete finito di mangiare, però, andate via dal locale: anche questo, ho notato, aiuta il bambino a comprendere il concetto che si sta seduti, si mangia e poi si va via.

CAPIRA’, CON ME HA FUNZIONATO

Ormai mio figlio ha quasi 4 anni e non solo la tecnica funziona ancora ma ho percepito che il messaggio gli è arrivato chiaro e tondo. Quando capita, infatti, che usciamo con coppie e altri bimbi lui non riesce proprio a capacitarsi: ma perchè vogliono alzarsi da tavola?
Effettivamente gli altri bambini capricciosi si vogliono sempre alzare… e ho trovato anche qualche bambino che parla perfettamente il russo 🙂

Questa sì che è stata una gran vittoria. Non credo di aver fatto nulla di straordinario ma solo di aver assecondato l’indole di un bambino e non avergli imposto con la forza i tempi e le estenuanti attese che a volte irritano anche i grandi.

Mamma che figlio… tranquillo e paziente a tavola

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